Quali sono le origini dell’impero di Tohir, e quali sono gli investitori che fanno capo all’imprenditore indonesiano. A dare risposta a questi interrogativi ci ha pensato un reportage di ieri pubblicato dal Corriere della Sera sulla catena di controllo del club nerazzurro, il quale conterrebbe indiscrezione che potrebbero gettare ombre sull’immagine di Tohir e della stessa Inter.

Dal reportage sarebbe emerso che le risorse impiegate da Tohir sarebbero da ricondurre a un paradiso fiscale come le Cayman e che le quote delle holding di Erick Thohir sarebbero state date in pegno a una società dagli investitori non ben definiti. Il contenuto del reportage è una miscela esplosiva che potrebbe ledere l’immagine dell’Inter, compromettendo il marketing aziendale e le stesse sponsorizzazioni necessarie a finanziare il club.

Del resto il reportage intitolato “Hong Kong e Cayman, la selva oscura di Tohir” non poteva promettere nulla di buono per i fan nerazzurri.

Nell’articolo viene scritto testualmente che l’impero di Tohir sarebbe “un sistema di finanziarie, in parte sconosciute, che costituisce l’impianto societario a monte della società nerazzurra. Nessuna di esse ha dipendenti, né uffici operativi, solo un domicilio dove qualcuno ben pagato ritira la posta. Dunque Hong Kong è la base, Cayman la sponda“.

Parole che attendono adesso la risposta da parte dell’imprenditore indonesiano. Adesso da Tohir i tifosi attendono una risposta in più.

Di Giusy Pirosa

Sicula doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari. Gli vengono riconosciute capacità intuitive.

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