Gianluigi Buffon. Un nome, una leggenda. Tra i pali uno dei più forti, se non il più forte portiere italiano. Il dibattito è aperto. Il 37enne portierone della Juventus non pensa minimamente ad appendere le scarpe, pardon, i guanti al chiodo. La ribalta calcistica lo reclama ancora per tanti anni. Intanto, Buffon non può non pensare al suo futuro lontano dai campi di gioco.

Un pensiero in prospettiva lo si fa, inevitabilmente. Ct o dirigente? Questo è il problema. Il numero uno della Nazionale italiana non ha dubbi: non si vede proprio come allenatore. Concetto ribadito quest’oggi nel corso di un’intervista concessa al magazine GQ. Queste le sue parole, riprese dal sito TuttoJuve.com: Non voglio fare l’allenatore. Mi vedrei bene più come ct oppure come dirigente.

Imporre una leadership ad una persona non può mai funzionare. La leadership non va imposta, si ha e basta. Mi riempie d’orgoglio essere capitano della Nazionale. Il mio senso di appartenenza a questa maglia e a questo Paese è qualcosa in cui credo molto. Non si può non amare questa nazione, nonostante i limiti che tutti noi le riconosciamo”. Questo il futuro in borghese. Per ora Buffon continuerà a deliziarci con il suo sconfinato talento tra i pali.

Di Giusy Pirosa

Sicula doc anche se nata a Berlino, blogger affermata, estremamente curiosa, appassionata sin da ragazzina di scrittura e tecnologia, praticamente il suo pane quotidiano. Equilibrio sopra ogni cosa, senza pregiudizi e non teme i giudizi altrui, in grado di portare a termine importanti affari. Gli vengono riconosciute capacità intuitive.

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